Wednesday, February 28, 2007

E' in crisi la liturgia nella CDL


Indispensabile e centrale è sempre stato, nella CdL, l'aspetto politico-liturgico, la leadership spirituale e di visione del Paese, fino ad oggi rappresentata da Silvio Berlusconi, che è celebrazione del bipolarismo, nel senso più radicale del termine : contrapposizione alla sinistra, all'egocentrismo di Stato, all'internazionalismo miope, ambiguo e di conseguenza irresponsabile.
Tuttavia qualcosa scricchiola, nei giorni immediatamente successivi alla crisi del governo Prodi su politica estera e difesa, proprio in questo momento cruciale Berlusconi è sembrato ondivago, in particolare sulla questione delle elezioni e sulla richiesta delle stesse dalla base elettorale di centro-destra.
Non credo sia possibile rinunciare alla cerimonialità della gestione delle fasi politiche che ha caratterizzato la Casa Delle Libertà, nella manifestazione di Vicenza contro il mal governo Prodi e la finanziaria, nei 2 milioni di italiani a Roma che si riconoscono nella guida di Berlusconi.
Restiamo però di fronte ad un attacco al bipolarismo (che è, a suo modo, attacco al dogma), condotto in particolare da Pierferdinando Casini, al quale Forza Italia e Alleanza Nazionale dovranno rispondere energicamente e con spirito di responsabilità, è in gioco la credibilità del progetto del Partito Delle Libertà, è in gioco la visione della società che una politica liberale e riformatrice deve considerare radice della trasformazione non più differibile di questo paese, martoriato da 281 (e più) giorni di pasticci più o meno gravi, ma anche dalla possibilità di un cambiamento che rischia di essere ripiegamento e non spinta al rinnovamento dei meccanismi economici, fiscali e sociali di una struttura che necessita di attenzioni per ripartire di slancio.
In questa promessa che è al tempo stesso consapevolezza dei limiti e delle difficoltà del precedente governo si dovrà impostare la futura leadership del centro-destra, in questo temo che Berlusconi dovrà fare un grande sforzo per staccarsi dalla difesa serrata del suo governo (con punte di negazione della realtà) che ha certamente contribuito all'aspetto carismatico della sua figura, ma che oggi, tredici anni dopo quel 1994, potrebbe non bastare, la mia sensazione è che l'elettorato, al prossimo appuntamento, chiederà molto di più .